Il trattamento del legamento crociato anteriore dipende dagli obiettivi e dalla situazione clinica: livello di attività, esigenze sportive, episodi di instabilità e lesioni associate. Secondo le attuali evidenze scientifiche e i consensi, la riabilitazione strutturata e la ricostruzione chirurgica possono rappresentare strategie valide; la scelta deve avvenire attraverso una decisione condivisa.
- Opzione non chirurgica (riabilitazione come prima linea in molti casi): programma progressivo di potenziamento muscolare (in particolare quadricipiti/muscoli ischiotibiali), controllo neuromuscolare, mobilità e allenamento funzionale; l’intervento chirurgico viene riservato nei casi in cui persista l’instabilità funzionale o non vengano raggiunti gli obiettivi del paziente.
- Opzione chirurgica (ricostruzione del LCA) e riabilitazione: può essere presa in considerazione soprattutto nei soggetti che desiderano riprendere la pratica di sport che prevedono salti, rotazioni e pivot, oppure in presenza di instabilità significativa o lesioni associate rilevanti. La ricostruzione viene eseguita mediante innesto (spesso autoinnesto).
Il recupero è individuale. Dopo la ricostruzione, la riabilitazione dura solitamente mesi e il ritorno all’attività sportiva è guidato sempre più da criteri funzionali (forza, controllo, assenza di versamento, test funzionali e preparazione psicologica), non solo dal calendario.
Negli sportivi, il ritorno all’attività può avvenire spesso tra i 6 e i 12 mesi, ma deve essere valutato caso per caso.